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9 Mar

Cosa vedere in Puglia: La Gravina di Laterza

La Gravina di Laterza è considerato uno dei Canyon più profondi d’Europa, una incisione erosiva profonda più di 200 metri che lambisce il comune di Laterza e si estende per 12 chilometri. Le profonde fratturazioni della roccia, determinate dall’azione erosiva dell’acqua, hanno creato grotte, guglie e altre formazioni rocciose di grande impatto visivo.

La morfologia del territorio ha reso la Gravina di Laterza un importante scrigno di biodiversità in cui rare specie animali e vegetali hanno trovato rifugio. Tra gli animali rarissimi che popolano la Gravina di Laterza ci sono il Capovaccaio, detto anche avvoltoio degli egizi, che in primavera migra dall’Africa e la Cicogna Nera che da qualche anno è tornata a nidificare nella Gravina di Laterza e a sorvolare maestosa i cieli di questo grande canyon.

Lungo le pareti rocciose, nelle numerose grotte e nella folta vegetazione nidificano volatili di grandi e piccole dimensioni come la Poiana, il Biancone, il Gufo Reale, il Corvo imperiale, diversi tipi di Falchi (gheppio, nibbio reale e nibbio bruno, pellegrino, grillaio, lanario), la Ghiandaia, il Passero solitario, il Gufo comune, La Civetta, il Barbagianni, l’Assiolo, la Monachella, lo Zigolo capinero e numerose altre specie di uccelli.

Nei boschi e nelle aree cespugliose è possibile trovare animali come il Tasso, la Faina, la Volpe, l’Istrice, la Donnola e il Gatto selvatico.

Tra i rettili da segnalare la presenza di specie di origine balcanica come il Geco di Kotschy ed il Colubro leopardiano, presenti solo in Puglia, testimonianza di un preistorico ponte di terra con la penisola balcanica presente nel miocene.

Il fondo della Gravina, ospita numerose specie di anfibi rari, come l’Ululone appenninico, l’Ululone dal ventre giallo, il Tritone italico e la Raganella italiana.

La flora è costituita prevalentemente dalla macchia mediterranea, ma gli speciali habitat della Gravina di Laterza consentono la crescita di specie rare e trans-adriatiche. La sua particolare morfologia, infatti, determina la creazione di diversi ambienti caratteristici. Questo fa sì che, analizzando la Gravina dal ciglio verso il fondo, è possibile osservare il susseguirsi di comunità vegetali differenti. Nello specifico: pseudo steppa; prateria; macchia dominata dal Lentisco (Pistacia lentiscus); foresta dominata dal Leccio (Quercus ilex), dal Fragno (Quercus trojana) o dal Pino d’Aleppo; zona umida.

Tra la vegetazione è da menzionare la presenza della Campanula versicolor e delle orchidee selvatiche.

Fonte: http://www.cealaterza.it/